Massimo Ragnedda

Part of the Stanford/Elsevier Top 2% Scientist Rankings 2025

Il Portogallo licenzia e taglia gli stipendi pubblici. Domani toccherà all’Italia

speculazioneMassimo Ragnedda (Tiscali)  Guardare quanto sta succedendo in Portogallo è molto istruttivo. In pratica si sta ripetendo quanto già successo in Grecia e quanto potrebbe succedere a breve anche in Italia.  Gli Stati europei si indebitano (come tutti gli altri Stati al mondo), ma non potendo emettere moneta (a differenza del Giappone, degli USA, dell’Inghilterra e della Svizzera) chiedono aiuto alla Troika (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea) la quale ben volentieri concede prestiti, ovviamente chiedendo qualcosa in cambio. E indietro non vuole solo i soldi che ha prestato più gli interessi da strozzino, ma impone anche un insieme di “misure” per snellire lo Stato Sociale. Lo Stato in debito (così come fanno i cittadini che indebitati e disperati chiedono “aiuto” agli strozzini) è costretto ad accettare queste draconiane misure, anche se queste comportano (così come succede alle persone ricattate dagli usurai) un peggioramento della loro situazione iniziale.

Social Networks and the Protection of Personal Information. When Privacy Is Not Perceived As a Right

ZIE54DAMassimo Ragnedda, Social Networks and the Protection of Personal Information. When Privacy Is Not Perceived As a Right, Monograph, Privacy and new Technologies, International Federation for Information Processing, 2013

Abstract. On Social Networking Sites (SNS), users freely and without anxiety give sensitive and private data about which they might previously have jealously guarded. The research that I conducted at the University of Sassari (n = 1047), suggests that students have a different approach to the protection of Personal Information: lascivious online and protectionist offline. Students seem to underestimate the risk of posting data because they are unaware of the phenomenon of dataveillance. In fact, 86% said that the main visitors of their personal profile are friends, so they do not worry about data because they have nothing to hide from friends. This makes the perception of SNS more familiar and intimate and lowers social and cultural defenses against the possible intrusion of strangers in their digital world. Only 29.4% said that they often or always heed the privacy policy before registering for a site, and 54% never or rarely read the privacy policy. The role of marketing agencies that scan, match and connect data of individual users with the goal of building an accurate e-profile profile of individual users, seems not be perceived by the students. In fact only 3% imagine that those who visit personal profiles are strangers.

L’indulto salva-Berlusconi è una mazzata alla lotta contro la corruzione

carceriMassimo Ragnedda (Tiscali) L’indulto salva-Berlusconi è una mazzata alla lotta contro la corruzione. E non solo perchè, ancora una volta, un condannato in via definitiva per aver truffato il fisco (ovvero tutti noi) potrebbe farla franca, ma perchè, oltre a lui, potrebbero farla franca quasi una cinquantina tra deputati e senatori e qualche centinaio tra consiglieri regionali e provinciali. Tanti sono infatti i parlamentari e consiglieri vari coinvolti in inchieste e processi che potrebbero usufruire dell’indulto salva Berlusconi. Questo non fa che aumentare la consapevolezza che i ricchi, i potenti e i colletti bianchi la fanno sempre franca.

So già che qualcuno obietterà che questo provvedimento, voluto e imposto da Napolitano, serve per svuotare le carceri. So già che qualcuno dirà: se non si interviene subito l’Europa (è sempre colpa dell’Europa) ci condannerà per il nostro sistema carcerario. Questa, ovviamente, è la versione ufficiale, quella che i dirigenti del PDL ci dicono, mentendo come hanno fatto in tutti questi anni quando approvavano le varie leggi ad personam pur di salvare il loro padrone, e i dirigenti del PD ripetono, cercando di salvarsi la faccia di fronte ai propri elettori. Ma non siamo ingenui. Non siamo nati ieri. In fondo, non siamo così stupidi come ci ritengono. Diciamo che un minimo di malizia l’abbiamo conservata; il minimo indispensabile per capire che questo è il prezzo che Napolitano e Letta devono pagare pur di tenere in piedi questo governo imposto dalla Troika. Questo è l’accordo, come tanti ve ne sono stati in questi anni, per salvare Berlusconi. Napolitano salverà la faccia di fronte alla Troika e Letta potrà guidare il semestre europeo.

Mentre noi pensiamo a Dudù, 1,7 milioni di nuclei familiari in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta

Vultures(Massimo Ragnedda, Tiscali) Quando questo governo Letta-Berlusconi è nato, il 30 Aprile 2013, ha ottenuto al Senato 233 sì, 59 no e 18 astensioni. Dopo 5 mesi, con gli stessi senatori e dopo interminabili risse e vergognose sceneggiate, ha ottenuto 235 sì, 70 no e un astenuto. A conti fatti tutte queste pagliacciate e giri di giostra per due miseri voti in più. Ma vi rendete conto che mentre “giocate” a fare e rifare maggioranze, a spostare uno o due senatori, a litigare in TV e sui giornali, a fare ridicole sceneggiate come quelle in Senato, 1.7 milioni di nuclei familiari in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta? Lo sapete, cari Senatori, che mentre giocate a fare governi e governicchi e a insultarvi reciprocamente, nel solo 2013 ben 50mila imprese hanno chiuso i battenti? Ma lo sapete, cari Deputati e Ministri, che mentre siete intenti a guardarvi l’ombelico e tirare a campare, la disoccupazione giovanile ha raggiunto la cifra record del 40,1%? Dico, lo sapete che a causa della vostra incompentenza e litigiosità l’IVA è aumentata al 22% e questo porterà ad una contrazione dei consumi andando così a peggiorare una situazione già di per sè pessima? Dico, lo sapete che mentre mandate in onda queste penose sceneggiate, i fondi avvoltoi speculano sugli stati e dirottano le nostre (poche) ricchezze nei loro conti segreti nei paradisi fiscali? Lo sapete che siete funzionali al loro gioco?

Mentre Alfano bisticcia con Dudù, la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 40.1%

cicch sallMentre Cicchitto (socialista craxiano e scuola P2) e Sallusti (graziato da Napolitano) se le suonano di santa ragione accusandosi reciprocamente di essere traditori e venduti; mentre Alfano (che rinfaccia a Sallusti di essere più berlusconiano di lui) e Dudù (per ora il più fedele al pregiudicato di Arcore) si scambiano accuse reciproche (ammetto che le argomentazioni di Dudù mi paiono leggermente più convincenti); mentre Giovanardi (quello della criminale legge sulle droghe leggere e le battute squallide ed omofobe) e la Santanché (che sino a due anni fa accusava Berlusconi di vedere le donne solo in orizzontale e ora leader dell’Alba dorata forzaitaliota 2.0) si insultano a vicenda; mentre le speranze del governo Letta, o meglio le speranze di Enrico Letta di essere premier mentre all’Italia spetta il semestre europeo, sono appese ai voti di Scilipoti e Razzi. Dicevo, mentre tutto questo squallore, degno dei peggiori bordelli, va in onda nelle nostre televisioni e diventa così argomento primario di discussione dell’opinione pubblica, dimentichiamo che la disoccupazione (dati appena pubblicati) ad Agosto ha raggiunto il 12.2% e i giovani senza occupazione (perlomeno i giovani che sono rimasti in Italia) sono arrivati al 40.1%.

Dal 2008 ad oggi il tasso di democrazia è regredito in 15 dei 17 paesi dell’Eurozona

mapDal 2008 ad oggi il tasso di democrazia è regredito in 15 dei 17 paesi dell’Eurozona. L’indice di democrazia pubblicato dall’Economist Intelligence Unit (EIU) si basa su 60 indicatori appartenenti a 5 categorie che vanno dal pluralismo politico alle libertà civili, dalla cultura alla partecipazione politica.

Il peggior risultato, dopo l’Olanda il cui indice è crollato dello 0,58, va alla Grecia il cui indice è precipitato di 0.48 punti. Il problema greco, e che riguarda sempre di più anche l’Italia, è che le politiche economiche e sociale non sono dettate dai politici eletti con il libero voto popolare (è anche questo il senso della democrazia), ma da oscuri burocrati legati all’alta finanza internazionale. La Troika, ovvero BCE, FMI e Commissione Europea, impone manovre finanziarie lacrime e sangue che distruggono il tessuto sociale, distruggono il welfare State e distruggono la democrazia.  E, come conseguenza, arricchiscono le grandi banche di affari, gli speculatori e i grossi fondi pensione privati. Gli Stati perdono, ogni giorno di più, la loro sovranità nazionale e i cittadini perdono, ogni giorno di più, il loro potere di decidere da chi essere governati.

Succede che stando in Italia, delle volte, perdi di vista i tuoi diritti

ucuSuccede che stando in Italia, delle volte, perdi di vista i tuoi diritti. Lavoro qui in Inghilterra, alla University of Northumbria at Newcastle, e ho un posto fisso a tempo indeterminato. Un miraggio e un sogno per buona parte dei giovani ricercatori italiani che vivono nel più alto precariato. Sino all’anno scorso, quando insegnevo all’università di Sassari con un contratto di un euro l’anno, sarebbe stato un sogno  anche per me. Per me una manna dal cielo, inutile dirlo. Lo stipendio mi va benissimo, ho tutti i diritti che uno potrebbe sognare di avere, piena autonomia nella didattica e nella ricerca, non esiste il caporalato accademico e non devi passare la giornata a lecchinare il barone di turno. Se vali (pubblichi, partecipazioni convegni, ricerca, eccetera) vai avanti nella carriere, altrimenti niente. Mi sono iscritto, sin da subito, al sindacato dell’Università (UCU).L’iscrizione non è obbligatoria e costa circa 20 sterline al mese (23 euro circa). Ora mi è appena arrivata una lettera dove mi chiedono di votare se sono disposto o meno a scioperare (un giorno) nel caso in cui la vertenza sindacale per l’aumento dello stipendio non andasse a buon fine. L’Università propone un aumento dell’1%, il sindacato chiede di più. All’inizio mi sembrava una vertenza di poco conto, anzi  quasi fuori luogo visto che mi sento un privilegiato rispetto ai molti validi colleghi italiani che non hanno stipendio o ce l’hanno ad intermittenza.

La Repubblica Napolitana. L’influenza dell’uomo che domina la nostra politica

184_napolitanoMassimo Ragnedda (Tiscali) L’Italia è da sempre, nel bene o nel male, una palestra per nuovi scenari politici. Machiavelli, il fascismo (poi esportato in tutto il mondo), il compromesso storico tra marxisti e cattolici, il partito azienda (edificato attorno ad un condannato), il M5S (primo caso al mondo di una partito nato in rete e diventato il secondo partito del Paese e con responsabilità di governo in alcuni comuni d’Italia). Solo per citare alcuni casi scuola.

Ora, ne dovremmo aggiungere un altro: una repubblica fondata sul volere di una persona che da anni (ma con una accellerata negli ultimi due), disfa, rimescola, aggiusta, distrugge, tesse e impone il proprio volere. Una persona che dovrebbe fare tutt’altro (garante della Costituzione), che non ha il mandato elettorale per imporre la linea politica economica da seguire, che si è fatto rieleggere come presidente della Repubblica (primo caso nella storia repubblicana) e ci ha “imposto” due presidenti del Consiglio con la conseguente rissosa grande coalizione. Un presidente che riceve i leader di PD e PDL per verificare la tenuta della maggioranza, mentre il primo ministro è in viaggio istituzionale. Un presidente che nomina Giuliano Amato come giudice costituzionale a pochi giorni dall’elezione del nuovo presidente della Corte Costituzionale che diventa, per un solo voto di scarto, Gaetano Silvestri (eletto con 8 voti contro i 7 del suo avversario), ovvero lo stesso giudice che ha ordinato la distruzione delle intercettazioni di Napolitano, nell’ambito della turpe storia della trattativa Stato Mafia.

Il patetico discorso di un condannato e i misteri della sinistra

Silvio-Berlusconi_620x410Massimo Ragnedda (Tiscali) Che tristezza quel patetico discorso televisivo (stile sovietico) di un condannato in via definitiva a 4 anni di reclusione per aver truffato lo Stato. Che tristezza, ma in fondo che aspettarsi: è da venti anni, oramai, che si ripete sempre lo stesso copione e viene recitata sempre la stessa storia. Stesso discorso, stesse bugie, stessi insulti e stesse minacce. In fondo che aspettarsi da un quasi ottantenne pregiudicato, oramai sulla via del tramonto? Un vero flop. Tecnicamente parlando è stato un flop: poca enfasi, un discorso noioso, cupo e molto, ma molto patetico. Un dicorso che l’alleato leader del PD ha definito: sconcertante, irresponsabile e offensivo.

A dire il vero io non mi sento tanto offeso da un vecchio pregiudicato che in TV insulta lo stato di diritto, le istituzioni, gli elettori di sinistra e offende l’intelligenza di milioni di italiani con la sua puerile e falsa versione dei fatti. Io non ce l’ho tanto con la sua patetica autodifesa piena di bugie e contraddizioni, di luoghi comuni e slogan alla Vanna Marchi. No, io ce l’ho, e non perdonerò mai, quei dirigenti del centrosinistra che per 20 lunghisssimi anni lo hanno appoggiato, prima in maniera celata per poi, negli ultimi due anni, venire allo scoperto e fare, assieme a lui, ben due governi. Ha ragione una delle figlie del pregiudicato quando dice: “ma se la sinistra pensa [in realtà è la legge che lo dice] che mio padre sia un delinquente, perché ha fatto con lui due governi?” Già, perché?

La legge è uguale per tutti, ma non per lui: come è difficile spiegarlo all’estero

184_berlusconiMassimo Ragnedda (Tiscali) In Italia anche le cose più elementari diventano dannatamente complicate. Eppure, volendo, sarebbe tutto così semplice. C’è un principio che è alla base di ogni democrazia, di ogni stato di diritto, di ogni principio di uguaglianza: la legge è uguale per tutti. Un principio che campeggia in ogni tribunale e che è un asse portante della Costituzione e dell’ossatura democratica del paese. Un principio, in assenza del quale, non si può parlare di stato di diritto. Eppure questo principio così basilare, elementare, semplice e fondativo di uno stato democratico, in Italia è difficile da attuarsi.

Sono passati più di 40 giorni dalla sentenza definitiva che ha condannato Berlusconi a 4 anni di reclusione per truffa ai danni dello Stato, eppure è ancora a piede libero e senatore della Repubblica Italiana. Paradossale che chi è stato condannato per aver truffato il fisco, ovvero per aver sottrato soldi alla collettività, sia ancora Senatore pagato con i soldi della collettività. È paradossale che chi ha nascosto soldi al fisco, abbia a disposizione una scorta pagata con i soldi dei contribuenti onesti. È semplicemente vergogonoso che un condannato in via definitiva sia il principale azionista di governo e detti l’agenda dei lavori parlamentari. È inaccettabile che in una democrazia un pregiudicato tenga ostaggio un governo e l’intero paese, minacci continuamente di far cadere l’esecutivo se non si trova un salvacondotto che lo preservi dalla giustizia.

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